USA: Quarta giornata per la libertà dei Cinque cubani incarcerati
Per il quarto giorno consecutivo si svolge oggi in questa capitale la campagna “Cinque giorni per i Cinque” per esigere al governo statunitense la scarcerazione immediata dei Cinque cubani incarcerati in questo paese dal 1998.
Fonte
Prensa Latina
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Per il quarto giorno consecutivo si svolge oggi in questa capitale la campagna “Cinque giorni per i Cinque” per esigere al governo statunitense la scarcerazione immediata dei Cinque cubani incarcerati in questo paese dal 1998. 

Uno degli eventi singolari di questa giornata, il dibattito Obama Give me Five, comincerà questo venerdì e si estenderà fino a domani. 

Varie relazioni abborderanno temi come la necessità di mettere fine al bloqueo di Washington contro L'Avana, il sollevamento delle restrizioni di viaggi a cittadini statunitensi e la liberazione dei Cinque, riferisce la pagina digitale del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque Cubani, che auspica l'evento. 

Tra gli invitati ci sono il padre Miguel d'Escoto, ex presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU, e come oratori devono assistere l'ex diplomatico statunitense in Cuba Wayne Smith, l'avvocato Josè Pertierra, il giornalista Salim Lamrani e l'attivista nordamericana Cindy Sheehan. 

Per domani, l'ultima giornata, è previsto l'arrivo di autobus da vari punti del paese alla Casa Bianca, con cartelli, bandiere, striscioni per inviare un forte messaggio al presidente Obama: Viaggi di Libertà per i Cinque Cubani, precisò la pagina digitale del Comitato. 

Perfino, si sono impiegati cartelli in luoghi strategici della città, pagati annunci in giornali locali, mentre l'udienza della capitale e di aree confinanti ha ascoltato due programmi radiali sul caso e gli ostacoli per la normalizzazione delle relazioni tra i paesi, ha aggiunto. 

Durante i giorni iniziali, 25 amici di questa causa visitarono gli uffici di 12 di 100 senatori e di 14 congressisti, per comunicarle dati sul caso e sensibilizzarli sulla condizione dei Cinque. 

Questo sforzo segna la prima volta che questo caso è portato al Campidoglio di Washington, precisò l'organizzazione coordinatrice. 

L'elevato numero di risposte al sollecito di appuntamenti è un segno molto positivo per quelli che lottano per la causa di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez. 

Queste azioni solidali sono appoggiate da 272 organizzazioni e più di due mila persone di tutto il mondo.