Il VI Vertice delle Americhe appena concluso a Cartagena, in Colombia, evidenziò la perdita nella politica emisferica degli Stati Uniti per l'America latina, stimò oggi l'esperto cubano in relazioni internazionale Roberto Regalato.
Lo specialista del Centro di Studi Emisferici e sugli Stati Uniti (Cehseu) dell'Università de L'Avana considerò che questioni come l'ostilità contro Cuba e l’appello argentino sulle Isole Malvine evidenziarono il nuovo scenario regionale in contrasto agli obiettivi di dominazione di Washington.
La ribellione dell'America Latina prese corpo con i temi Cuba e le Malvine, segnò in dichiarazioni ad un canale locale.
Nei giorni precedenti al Vertice di Cartagena, realizzato i 14 ed il 15 aprile, la maggioranza dei paesi del continente coincisero nel chiedere la fine del bloqueo nordamericano a Cuba e la sua presenza nel forum -scartata solo per gli Stati Uniti e Canada - come la soluzione pacifica dell’appello argentino della sovranità sulle Malvine, territorio occupato dal Regno Unito dal 1833.
D’accordo con Regalato, questa situazione di fallimento negli obiettivi di Washington di ristrutturare il suo dominio ubbidisce ad un cambiamento di scenario nell'emisfero per l'arrivo di governi lontani delle posizioni neoliberali promosse dalla Casa Bianca.
Ha cambiato il panorama politico la regione dalla vittoria elettorale di Hugo Chavez in Venezuela nel 1998, ed oggi abbiamo più di 10 governi di sinistra o progressisti, disse.
L'esperto del Cehseu ricordò che i Vertici delle Americhe sorsero nel 1994 a Miami, per iniziativa nordamericana per potenziare la sua ingerenza nel continente con progetti come l'Area di Libero Commercio delle Americhe, tentativo sconfitto nel 2005 in Mare del Plata.
Per lo specialista cubano, l'incontro in Colombia oltre a dimostrare che ora non vanno ai Vertici quei leader che accettavano i dettami di Washington, reiterò la mancanza di libertà della presidenza statunitense per adattare la sua politica estera ai migliori interessi nazionali.
Dimostrò che gli Stati Uniti sono un paese di contraddizioni, dove il presidente è soggetto a grandi pressioni, pensò.
Molte voci nella stessa nazione settentrionale chiedono un cambiamento di posizione verso Cuba in beneficio degli scambi commerciali, scientifici e sociali tra i due paesi, situazione alla quale si oppongono i gruppi di potere collocati a Miami con una tradizionale ostilità contro l'isola.
La vigilia, la Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti divulgò una lettera inviata alla Casa Bianca per sollecitare la fine del bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba da più di 50 anni come passo importante per l'avvicinamento bilaterale.
